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Pulizia e cura delle attrezzature in acciaio inox

L'acciaio inox utilizzato nelle apparecchiature professionali è di alta qualità, e con una corretta manutenzione può garantire un lungo utilizzo senza incorrere in particolari problemi. Non bisogna però pensare che l'acciaio inox sia indistruttibile e che possa resistere a qualunque danno o corrosione.

L'acciaio inossidabile (o inox), caratterizzato dalla presenza all'interno della lega metallica di cromo ed eventualmente di altri elementi leganti (come molibdeno, nichel, ecc.), è così chiamato in virtù della sua alta resistenza alla corrosione. Questa resistenza è dovuta ad un sottilissimo strato di ossidi/idrossidi di cromo che si forma sulla superficie dell'acciaio grazie all'ossigeno assorbito per esposizione all'aria del metallo stesso. Questo sottile strato protettivo garantisce la resistenza del metallo contro la corrosione, ovvero gli permette di non arrugginirsi come un normale acciaio al carbonio.

Se però questo strato protettivo viene danneggiato meccanicamente o chimicamente (graffi, incisioni, tagli, uso di prodotti corrosivi, candeggina, ecc.), e se la sua riformazione viene impedita isolandolo dall'ossigeno presente nell'aria, allora anche il miglior acciaio inox può andare incontro a fenomeni di corrosione, e quindi arrugginirsi.

Avvertenze specifiche
Di seguito elenchiamo una serie di avvertenze da rispettare per far si che le apparecchiature in acciaio inox si mantengano in ottime condizioni di utilizzo nel tempo:

Fry Top: quale superficie scegliere?

Cuocere, grigliare, rosolare, ma anche rigenerare gli alimenti, dare finitura e cauterizzare tagli di carne di ogni tipo. Questo e molto altro possono fare i fry top professionali elettrici o a gas, attrezzature per la ristorazione indispensabili per ogni locale che possono essere di tante tipologie diverse. Se state pensando di acquistare un nuovo fry top, forse vi sarete già chiesti se per la vostra attività è meglio il frytop gas o il frytop elettrico, se sia più pratico quello con la superficie liscia o rigata, se sia preferibile averlo in acciaio o cromato.

Sono tante le variabili da considerare quando si acquistano fry top professionali per la propria attività. Vediamo insieme tutti i pro e contro di ogni tipologia in fatto di qualità di cottura, facilità di pulizia e durabilità per fare la scelta più consapevole!

La differenza tra fry top, piastre e griglie

A differenza della classica piastra o griglia, i fry top non necessitano di acqua, legno o pietra lavica al di sotto della superficie di cottura. Le pietanze vengono poste direttamente sulla piastra senza fiamma diretta e aggiunta di olio e grassi. E ciò permette la preparazione di piatti cotti in modo omogeneo, naturale e salutare.

Rispetto alla classica griglia a pietra lavica i frytop a gas e i frytop elettrici rilasciano anche meno fumi. Naturalmente, considerato che parliamo di odori importanti e persistenti, la cucina che li ospita dovrà essere dotata di un buon impianto di aspirazione a norma e indicato per l’utilizzo di frytop e similari.

In generale, i frytop a gas professionali e i frytop elettrici professionali possono essere considerati strumenti versatili, semplici da utilizzare, da pulire e capaci di garantire risultati di ottima qualità nella preparazione di svariate tipologie di pietanze. Ecco perché il fry top è tra le attrezzature che non devono mancare in una cucina professionale.

Fry top professionali per una cottura perfetta: frytop gas o frytop elettrico?

Attrezzatura cucina ristorante: cosa non deve mancare

Che si tratti di un locale di cucina gourmet, una trattoria o una stake house, quando si decide di avviare o rinnovare un’attività di ristorazione, i primi passi sono progettare con cura gli spazi e acquistare l’attrezzatura della propria cucina ristorante nel modo più appropriato.

La cucina è il cuore pulsante di ogni locale, il luogo in cui avviene la magia, si da vita alle proprie creazioni, si conquistano i clienti e si realizzano i propri sogni. E come tale va organizzata con attenzione e attrezzata con strumenti professionali per renderla funzionale, efficiente e sicura.

Con una cucina ben equipaggiata, infatti, potete semplificare il lavoro del personale ed esaltarne la professionalità. Tra gli ingredienti di un ristorante di successo, non c’è però solo la bravura della brigata, ma anche la rapidità del servizio. E come offrire una cucina deliziosa e al tempo stesso veloce? Con le attrezzature e gli utensili giusti specifici per ogni tipo di locale.

Cosa serve in una cucina industriale per ristoranti

Per preparare, cuocere e conservare i cibi serve una lunga lista di oggetti indispensabili che possiamo suddividere in almeno due categorie: le attrezzature e gli utensili.

In entrambi i casi, la linea di base in ogni locale di ristorazione è quella dedicata alla cottura dei cibi. Non possono mancare quindi un piano cottura e macchine cucina come cuocipasta, griglie, friggitrici, fry top, bagnomaria, brasiere e forni.

Nella maggior parte dei ristoranti, uno degli elettrodomestici fondamentali è sicuramente il cuocipasta. I cuocipasta professionali a gas di nuova generazione hanno il carico automatico dell'acqua e un sensore di livello e una vasca con griglia di fondo e resistenza corazzata di alta resa. Importanti accortezze che consentono di raggiungere velocemente il punto di ebollizione e mantenerlo a lungo.

Pulizia cucina ristorante: consigli per una igiene perfetta

La pulizia e l'igiene sono fondamentali in ogni cucina, soprattutto quando si tratta di un ristorante. Mantenere una cucina pulita è essenziale per garantire un ambiente sicuro per gli alimenti, ma contribuisce anche a preservare la reputazione del locale. Seguendo le giuste pratiche di pulizia, dedicando attenzione alla pulizia dell'acciaio e rispettando una routine regolare, è possibile ottenere una cucina pulita e igienizzata in modo impeccabile. In questo articolo, vi daremo alcuni consigli per ottenere una pulizia quotidiana facile e scrupolosa nella cucina di un ristorante.

Come si pulisce la cucina di un ristorante

La pulizia delle cucine industriali per ristoranti richiede una routine ben strutturata. Iniziamo con le basi: assicurarsi che i piani di lavoro, i fornelli, i forni e le superfici di taglio siano puliti e privi di residui di cibo. Utilizzare detergenti specifici per la rimozione di grassi e macchie ostinate, prestando particolare attenzione alle aree di difficile accesso. Lavare accuratamente le stoviglie e gli utensili utilizzati, assicurandosi che siano completamente asciutti prima di riporli. Ricordate che la pulizia deve essere una pratica regolare, effettuata durante e dopo ogni turno di lavoro.

Come pulire l'acciaio delle cucine ristorante

COME RISTRUTTURARE UN BAR

Una serie di consigli utili per ristrutturare un bar, partendo dal budget a disposizione per intervenire su arredamento, colori, bancone bar e illuminazione del locale.

Quanti soldi hai per ristrutturare il bar?

Impatto visivo e comfort sono elementi importanti in locali commerciali come pasticcerie, gelaterie e bar perché devono stimolare i clienti di tornare per godersi la pausa di una giornata lavorativa o per passare momenti spensierati in compagnia degli amici. Se possiedi un locale da diversi anni e hai voglia di rinnovarlo, o se desideri aprire un bar di successo, devi valutare diversi aspetti di importanza cruciale.

In primo luogo occorre capire che tipo di lavori possono essere effettuati in base al budget di cui disponi. È ovvio che una ristrutturazione comporterà un investimento di denaro maggiore rispetto a un semplice rinnovamento di alcune parti. In secondo luogo devi valutare dove si trova il locale: se in un quartiere residenziale, in pieno centro o in una zona industriale.

Se all’interno del bar è presente una vetrina refrigerata per la vendita del gelato artigianale è bene prendere in considerazione la possibilità di sostituirla con un nuovo modello, sia per motivi di risparmio energetico che di estetica del locale in fase di ristrutturazione.

Infine occorre capire che tipo di impostazione vuoi dare al bar; se fare in modo che diventi un punto di ritrovo per giovani e ragazzi oppure renderlo più funzionale per manager e impiegati che rimangono all’interno del caffè il tempo necessario per una piccola pausa ristoratrice.

Come scegliere il Bancone Bar

La scelta dell’arredo professionale per un bar è un compito delicato e cruciale che richiede attenzione al dettaglio e una profonda comprensione del marchio e del pubblico di destinazione. L’ambiente del bar, compreso il bancone, dovrebbe essere sia funzionale per il personale che accogliente per i clienti. L’arredo dovrebbe riflettere l’identità del bar e l’esperienza che si desidera offrire ai visitatori, che sia un’atmosfera di relax, un ambiente vivace e moderno, o un tocco di eleganza retrò. Considerare il budget, la durata, la manutenzione e il comfort sono aspetti fondamentali nella scelta del giusto arredo. Infine, non bisogna dimenticare la conformità alle normative locali in termini di sicurezza e accessibilità.

Tipologie di banconi per bar

Le tipologie di banconi per bar sono molteplici e possono variare in base a diversi fattori, tra cui il materiale, il design, la forma e la funzione. Ecco alcune delle tipologie più comuni:

In base al materiale:

  1. Legno: Tradizionale e sempre alla moda, il legno offre un aspetto caldo e accogliente. Può variare dal massello, al laminato, fino a legni esotici. È resistente e può essere personalizzato con vari trattamenti e finiture.
  2. Acciaio inossidabile: Duraturo, resistente e facile da pulire, l’acciaio inossidabile è ideale per i bar che vogliono un aspetto moderno e professionale.
  3. Granito/Marmo: Questi materiali offrono un tocco di eleganza e raffinatezza. Sono molto resistenti e disponibili in una varietà di colori e finiture.
  4. Vetro: Usato spesso in combinazione con altri materiali, il vetro può dare un aspetto moderno e pulito.
  5. Cemento: Robusto e versatile, il cemento è una scelta popolare per i bar di tendenza. Può essere colorato, lucidato o lasciato al naturale per un aspetto industriale.

Arredare con i colori

I colori  e gli accostamenti ideali. In passato abbiamo già parlato dei colori e delle proprietà che essi contengono e in che modo influenzano la nostra psiche, ma ora vogliamo fermare la vostra attenzione su un aspetto molto pratico e piacevole!
Proseguiamo a parlare dei colori e delle nostre dimore per scoprire insieme quali siano le tendenze e gli accostamenti ideali consigliati dagli interior design!

Vi siete mai domandati se nella vostra casa starebbero bene e se potreste accostarli creando abbinamenti originali, senza scivolare negli errori che rendono gli habitat poco accoglienti?

....ecco dei semplici consigli per non rischiare di sbagliare!

Vi suggeriamo accostamenti di colori che spaziano dai classici fino ad arrivare ai più moderni ed attuali dedicati agli amanti dei toni brillanti e a chi avesse voglia di osare! Iniziamo dagli accostamenti tra i colori caldi e i colori freddi:

 

I colori  e gli accostamenti ideali. In passato abbiamo già parlato dei colori e delle proprietà che essi contengono e in che modo influenzano la nostra psiche, ma ora vogliamo fermare la vostra attenzione su un aspetto molto pratico e piacevole!
Proseguiamo a parlare dei colori e delle nostre dimore per scoprire insieme quali siano le tendenze e gli accostamenti ideali consigliati dagli interior design!

Vi siete mai domandati se nella vostra casa starebbero bene e se potreste accostarli creando abbinamenti originali, senza scivolare negli errori che rendono gli habitat poco accoglienti?

Come avviare una macelleria

Deve essere presentata la “Dichiarazione di Inizio di Attività Produttiva” al Comune ove è ubicata la struttura e più precisamente allo Sportello Unico per le attività produttive (SUAP) o ad altra struttura individuata allo scopo dal Comune. L’ufficio comunale preposto provvederà a fornire agli interessati la modulistica necessaria. L’ufficio comunale preposto, ricevuta la Dichiarazione di Inizio di Attività Produttiva, inoltrerà la pratica alla ASL competente per territorio. Tale procedura assolve anche all’obbligo di notifica previsto dal regolamento CE 852/2004. L’ASL, ai sensi delle norme comunitarie sopra specificate, provvederà a registrare l’attività ed a comunicare all’interessato l’avvenuta registrazione. Pertanto per iniziare l’attività di vendita prodotti alimentari non è più necessario attendere la verifica preliminare dei requisiti da parte dell’ASL, ma gli stessi dovranno essere autocertificati dal titolare dell’attività e la loro mancanza comporterà da parte della ASL l’assunzione di provvedimenti di legge ivi compresa la sospensione dell’attività. I requisiti strutturali e organizzativi necessari per lo svolgimento dell’attività fanno riferimento in particolare a:

Deve essere presentata la “Dichiarazione di Inizio di Attività Produttiva” al Comune ove è ubicata la struttura e più precisamente allo Sportello Unico per le attività produttive (SUAP) o ad altra struttura individuata allo scopo dal Comune. L’ufficio comunale preposto provvederà a fornire agli interessati la modulistica necessaria. L’ufficio comunale preposto, ricevuta la Dichiarazione di Inizio di Attività Produttiva, inoltrerà la pratica alla ASL competente per territorio. Tale procedura assolve anche all’obbligo di notifica previsto dal regolamento CE 852/2004. L’ASL, ai sensi delle norme comunitarie sopra specificate, provvederà a registrare l’attività ed a comunicare all’interessato l’avvenuta registrazione. Pertanto per iniziare l’attività di vendita prodotti alimentari non è più necessario attendere la verifica preliminare dei requisiti da parte dell’ASL, ma gli stessi dovranno essere autocertificati dal titolare dell’attività e la loro mancanza comporterà da parte della ASL l’assunzione di provvedimenti di legge ivi compresa la sospensione dell’attività. I requisiti strutturali e organizzativi necessari per lo svolgimento dell’attività fanno riferimento in particolare a:

  • Legge n. 283/62
  • Titolo III e IV del Regolamento Locale di Igiene
  • Regolamento CE N. 852/04.

Come aprire un ristorante

Un introduzione è obbligatoria. La normativa è in continuo movimento; ci sono Regioni che adottano un sistema di liberalizzazione delle autorizzazioni a seguito del “decreto Bersani”, abolendo, così, i contingenti numerici. In pratica chiunque vuole aprire un ristorante può farlo, senza autorizzazioni. Altre regioni, al contrario, adottano il vecchio sistema dei limiti dei contingenti numerici. Ma la situazione sta per cambiare grazie ad una recentissima sentenza del Consiglio di Stato. Verificata la possibilità di conseguire l’autorizzazione cosa bisogna fare? La domanda per l’apertura di un esercizio dev’ essere presentata allo Sportello unico per le attività produttive (Suap) del Comune in cui si intende avviare l’esercizio. Cosa fare, invece, per l’autorizzazione sanitaria? Alla domanda di autorizzazione comunale, da presentare al Suap, dovrà essere inclusa la richiesta all’Asl dell’idoneità sanitaria del locale, fornita di relazione tecnica dell’attività, planimetria, ecc.. Con il D.lgs. 6 novembre 2007, n. 193 è stata introdotta una rilevante novità, che ha soppresso l’art. 2 della legge 283/1962, che presumeva l’obbligo dell’autorizzazione sanitaria per le attività ristorative. In sostituzione dell’autorizzazione sanitaria è concesso al titolare del locale di notificare al Comune, a mezzo di una Dia

Un introduzione è obbligatoria. La normativa è in continuo movimento; ci sono Regioni che adottano un sistema di liberalizzazione delle autorizzazioni a seguito del “decreto Bersani”, abolendo, così, i contingenti numerici. In pratica chiunque vuole aprire un ristorante può farlo, senza autorizzazioni. Altre regioni, al contrario, adottano il vecchio sistema dei limiti dei contingenti numerici. Ma la situazione sta per cambiare grazie ad una recentissima sentenza del Consiglio di Stato. Verificata la possibilità di conseguire l’autorizzazione cosa bisogna fare? La domanda per l’apertura di un esercizio dev’ essere presentata allo Sportello unico per le attività produttive (Suap) del Comune in cui si intende avviare l’esercizio. Cosa fare, invece, per l’autorizzazione sanitaria? Alla domanda di autorizzazione comunale, da presentare al Suap, dovrà essere inclusa la richiesta all’Asl dell’idoneità sanitaria del locale, fornita di relazione tecnica dell’attività, planimetria, ecc.. Con il D.lgs. 6 novembre 2007, n. 193 è stata introdotta una rilevante novità, che ha soppresso l’art. 2 della legge 283/1962, che presumeva l’obbligo dell’autorizzazione sanitaria per le attività ristorative. In sostituzione dell’autorizzazione sanitaria è concesso al titolare del locale di notificare al Comune, a mezzo di una Dia (dichiarazione d’inizio attività) differita, la registrazione del possesso dell’impresa dei requisiti minimi in materia d’igiene. Successivamente alla presentazione della Dia al Comune, l’Asl competente deve eseguire un sopralluogo di verifica, dal quale può emergere: la conformità delle attività ai requisiti, la non conformità lieve ai requisiti la non conformità lieve ai requisiti (l’impresa può essere avviata ma gli impedimenti dovranno essere risolti entro i termini stabiliti dall’Asl); la non conformità rilevante (l’attività non potrà cominciare).

Ampliare un bar con un attività di cucina

Si può cucinare in un bar? Quali tipi di piatti? Con quali accorgimenti? La normativa in materia, in grado di fornire una responso a queste domande, negli recenti anni ha subito considerevoli cambiamenti. Da una parte la scomparsa della distinzione tra licenza di tipo “A”, riservata alla ristorazione, e a quella di tipo “B”, per la somministrazione di bevande. Dall’altra l’entrata in vigore in tutto il territorio dell’Unione Europea del regolamento CE n.852/04 .La conseguenza di queste norme è stata la cancellazione della passata autorizzazione igienico-sanitaria e l’introduzione della registrazione sanitaria. Va inoltre ricordato il passaggio di competenze legislative in materia di commercio e servizi dallo Stato alle Regioni, che ha riportato il quadro normativo ancora più diversificato. In linea di massima, un bar, alla pari di qualsiasi altra impresa alimentare, deve procurarsi una propria registrazione sanitaria dall’Azienda sanitaria locale, che sarà autorizzata ad agire per controlli decidendo l’applicazione di sanzioni in caso di violazione delle norme sanitarie. Le normative per ottenere questa registrazione mutano, però, da regione a regione. In Sardegna, per esempio

Si può cucinare in un bar? Quali tipi di piatti? Con quali accorgimenti? La normativa in materia, in grado di fornire una responso a queste domande, negli recenti anni ha subito considerevoli cambiamenti. Da una parte la scomparsa della distinzione tra licenza di tipo “A”, riservata alla ristorazione, e a quella di tipo “B”, per la somministrazione di bevande. Dall’altra l’entrata in vigore in tutto il territorio dell’Unione Europea del regolamento CE n.852/04 .La conseguenza di queste norme è stata la cancellazione della passata autorizzazione igienico-sanitaria e l’introduzione della registrazione sanitaria. Va inoltre ricordato il passaggio di competenze legislative in materia di commercio e servizi dallo Stato alle Regioni, che ha riportato il quadro normativo ancora più diversificato. In linea di massima, un bar, alla pari di qualsiasi altra impresa alimentare, deve procurarsi una propria registrazione sanitaria dall’Azienda sanitaria locale, che sarà autorizzata ad agire per controlli decidendo l’applicazione di sanzioni in caso di violazione delle norme sanitarie. Le normative per ottenere questa registrazione mutano, però, da regione a regione. In Sardegna, per esempio, il numero di registrazione sanitaria si consegue automaticamente presentando una Diap (dichiarazione di inizio di attività produttiva) allo Sportello per le Attività produttive del Comune. Nella Diap, l’esercente che si prepara a somministrare anche alimenti deve dichiarare, sotto la propria responsabilità, il tipo di attività che intende svolgere (perciò anche quali tipologie di alimenti intende somministrare). Nella comunicazione si sottintende che l’esercente che inizia l’attività di cucina sia in possesso dell’attrezzatura e delle strutture idonee per lo svolgimento di tale attività. Il Comune avverte quindi queste informazioni all’Asl e l’azienda sanitaria provvede a registrare l’esercizio fornendo al titolare un proprio codice. Non esiste più, quindi, la verifica preliminare: soltanto in seguito i tecnici dell’Asl effettueranno il proprio controllo, controllando quando affermato dall’esercente. Questa la procedura, che in altre regioni, sulla base delle norme regionali, può presentare alcune differenze.

Norme igienico sanitarie per bar

Nella definizione dei requisiti minimi non sono stati esplicitamente elencati tutti gli adempimenti previsti da leggi e regolamenti igienico-edilizi, di igiene e sicurezza del lavoro, di prevenzione incendi, di sicurezza degli impianti, da intendersi preventivamente acquisiti. In linea generale la disposizione dei locali e delle attrezzature deve consentire di organizzare il lavoro secondo il principio della marcia in avanti a partire dalla zona (o punto) di ricezione merci fino al punto di somministrazione, evitando il più possibile incroci tra percorsi e operazioni sporche e pulite. I criteri applicativi di seguito definiti rappresentano unicamente requisiti minimi necessari per l’esercizio delle attività. In particolare: la superficie dei locali deve essere adeguata al tipo di attività ed alla potenzialità produttiva;

  • i pavimenti di tutti i locali, ad esclusione della sala di somministrazione devono essere realizzati in materiale liscio, facilmente lavabile e disinfettabile, non assorbente e non tossico;

Nella definizione dei requisiti minimi non sono stati esplicitamente elencati tutti gli adempimenti previsti da leggi e regolamenti igienico-edilizi, di igiene e sicurezza del lavoro, di prevenzione incendi, di sicurezza degli impianti, da intendersi preventivamente acquisiti. In linea generale la disposizione dei locali e delle attrezzature deve consentire di organizzare il lavoro secondo il principio della marcia in avanti a partire dalla zona (o punto) di ricezione merci fino al punto di somministrazione, evitando il più possibile incroci tra percorsi e operazioni sporche e pulite. I criteri applicativi di seguito definiti rappresentano unicamente requisiti minimi necessari per l’esercizio delle attività. In particolare: la superficie dei locali deve essere adeguata al tipo di attività ed alla potenzialità produttiva;

  • i pavimenti di tutti i locali, ad esclusione della sala di somministrazione devono essere realizzati in materiale liscio, facilmente lavabile e disinfettabile, non assorbente e non tossico;
  • le pareti di tutti i locali, ad esclusione della sala di somministrazione devono essere rivestite di materiale lavabile e disinfettabile fino ad almeno 2 metri;
  • i soffitti devono essere facili da pulire, costruiti in modo da evitare l’accumulo di sporcizia e ridurre la condensa, la formazione di muffa e la caduta di particelle;
  • Ø le porte devono avere superfici lisce facilmente pulibili e disinfettabili;
  • Ø i piani di lavoro e le scaffalature di deposito devono essere in materiale lavabile e disinfettabile, opportunamente separati per le varie lavorazioni.